Archivio per Ottobre 2007
Tre e Quattro. Riti Essenziali.
31 OttobreI 10 Comandamenti. Uno e Due
30 Ottobre
Ecco a Voi fedeli i Primi Due Comandamenti del Mikelinesimo.
Con spiegazione e commenti.
1. IO sono Mikelin tuo Padrone, e ti risveglio dal sonno in cui sei caduto nel momento della tua nascita. SOLO io sarò tuo Padrone. Esigo l’esclusiva, esigo il monopolio. Io sono infallibile.
2. NON pronunciare invano il nome di Mikelin tuo Padrone. Che poi mi fischiano le orecchie.
Dal primo comandamento si legge che Mikelin è il Padrone del fedele, che è tenuto ad avere una limitata razionalità, a guardare il mondo sotto i punti di vista che Mikelin desidera, a pensare come Mikelin vuole. Perchè quello che dice Mikelin è Giusto, Vero, Morale. Non essendo Mikelin immortale, la sua Chiesa, oggi fondata, avrà un Capo Supremo e il suo nome sarà Mikelin (per semplicità. Vedete com’è buono Mikelin, che vi semplifica le cose?). Il Mikelin è infallibile tanto quanto lo è l’originale, e la sua parola è Legge.
Per quanto riguarda il secondo comandamento, mi sembra molto chiaro. Mikelin è un Padrone delicato e desidera non essere disturbata.
A presto per i prossimi 2 Comandamenti.
Vi presento il mikelinesimo.
29 Ottobre
Benede’, ma che dici?!
Boh, sempre peggio.
Ma vediamo un po’.
Anche i farmacisti hanno un «diritto riconosciuto» all’obiezione di coscienza nella fornitura di medicine «che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l’aborto e l’eutanasia».
Perchè dovrebbero essere ‘chiaramente immorali’ questi scopi? Ma si rende conto di cosa sta dicendo? I farmacisti sono lo ’sportello’ del Servizio Sanitario Nazionale: se un medico prescrive un farmaco al suo paziente, perchè mai dovrebbe un farmacista rifiutarsi di venderlo?
Per assurdo, se tutti i farmacisti si rifiutassero di vendere determinati farmaci perchè utilizzati per scopi ‘chiaramente immorali’… dove andrebbe a finire il SSN?
Se a uno serve un farmaco, va in farmacia e il farmacista gli dice “No, sorry, no way, non ti do il farmaco perchè nella mia religggione non si può pecchè il papa dicce che tu poi il farmaco lo usi per fare cose sbagliate”… cioè, ma è da prendere a schiaffi!
Che poi se ai farmacisti fosse riconosciuto un diritto a obiettare… A quali farmacisti? Ai cattolici? E agli altri?
No perchè, in caso, potrei sempre fondare la religione di Michele (mikelinesimo, contattatemi in msn se volete essere battez- ehm, iniziati), e decidere che per i mikelinisti farmacisti è giusto rifiutarsi di vendere i farmaci per – che ne so – curare il diabete. Perchè lo dico io. Anzi no. Perchè è ‘chiaramente immorale’.
Che poi il papa è proprio un brav’uomo. Oggi ci dà due esempi: aborto e eutanasia.
Magari domani ci potrebbe dire che ‘Hey, i farmacisti e i supermercatisti e chiunque dovrebbe avere il diritto di non vendere anticoncezionali. Perchè è ‘chiaramente immorale’, ovviamente. Non ti dico perchè è chiaramente immorale, ma lo è!
Il Landes interessante.
27 OttobreChe bella questa pagina. L’ho aspettata da un sacco di tempo.
(Parlando dell’industrializzazione in Europa – e più nello specifico dell’Italia…)
Italy moved ahead faster, especially in the Po Valley [...] Venice and Florence, once flourishing industrial as well as commercial centers, were well on the way of becoming pure turist attractions – clusters of shops and hotels and living museums, [...] The south has remained backward, in spite of huge development subsidies from the Italian government and, in our time, from the European Community. The landscape is dotted with idle factories, unfinished housing developments, roads that go nowhere. [...] Many northeners are disgusted to the point of talking secession. Read: expulsion.
!!!Punti esclamativi!!!!
Contrattempi.
27 OttobreI trasporti pubblici milanesi, ovviamente, non si potevano mica smentire, eh.
Neanche oggi.
Ma andiamo con ordine.
C’era una volta. Tutto sembrava procedere nel migliore nei modi. L’autobus puntuale alla fermata davanti a casa mia, la perfetta coincidenza con la metropolitana, il preciso arrivo in Stazione Centrale, il corretto funzionamento del bigliettaio automatico, il celere percorso verso la metropolitana.
Poi il risveglio: la metropolitana ferma per 15 minuti in galleria e altri 5 minuti di attesa a S.Agostino. L’autobus verso casa pieno, l’attesa estenuante ai semafori, l’uomo con la crisi di mezza età che camminava alla velocità di Rita Levi Montalcini.
Tutto sembrava costruito ad hoc: l’andata così veloce celere efficiente verso la maestosa Stazione Centrale, il ritorno così difficoltoso lento complicato caldo afoso brontoloso. Della serie: fuori dai maroni e non provare a ritornare. Tantomeno con la mamma.
Vicenza Express.
26 OttobreIn arrivo domani alle 9.55 (forse. Magari con quattromilatrecento minuti di ritardo però).
Spedizione contenente: Mamma.
Argh.
Notizie e foto della giornata (non della mamma. Che v’importa a voi??) – se mi ricordo di farle – domani.
Buona fortuna a me.
Ermetico non più. Ovvero, storia di Enrica.
25 OttobreGiona mi faceva notare come i post “Enrica.” ed “Enrica/2” fossero incomprensibili per chi come lui non ha le possibilità intellettive di capire cosa può mai star dietro a 2 foto cosi evidentemente collegate ad un avvenimento noto.
Tant’è. Bisognerà pure spiegarli allora, sti 2 post. Si sa mai che qualcun altro non li avesse presi come un mio momento di pazzia. O semplicemente non li avesse capiti.
Enrica nasce nel lontano Millenovecentoenonsidicequando e si configura da subito come la tipica antipatica bisbetica bimba dispettosa (cit. Lorenza, la mia mamma. Non ero ancora nato). Col passare del tempo la bimba mette a frutto le sue naturali inclinazioni al Male, infastidendo il povero fratellino Stefano, che dal trauma è oggi costretto a postare qualche commento su questo stesso blog (pensa te!). Da subito dimostra un fervente interesse per tutto ciò che può essere contrario a quello che si riterrebbe opportuno, e questo si traduce quindi in una precoce passione musicale per artisti di discutibile reputazione, e negli anni Ottanta e, successivamente, negli anni Novanta. In altri ambiti di certo la tendenza non è diversa, e, analizzate le sue migliori qualità (Antipaticità, Bisbeticità, Bimbicità Dispettosicità, vedi sopra), capisce che l’unica strada possibile per il suo tifo automobilistico è quella di tifare McLaren.
Il tempo passa, la bimba dispettosa cresce, e perde un po’ per volta le sue caratteristiche negative (cit. Lorenza), tranne una. La passione per la McLaren.
Siamo negli anni Novanta, e la McLaren attraversa un periodo fatto di su e giù. Nel 1998 la gioia dei tifosi è alle stelle quando Hakkinen vince il mondiale, nel 1999 pure anche.
Tuttavia da quel momento vi furono anni pesanti per la casa Anglo-Tedesca, in particolare negli anni dal 2000 al 2004 (è rosso, ma non è sangue: che cos’è?). Poi la ripresa, ma ancora nulla di fatto, i titoli vanno a Renault e Alonso. Nel 2007 finalmente il ritorno di fiamma. Macchina nuova, veloce, bella, affidabile. Ha fatto anche risparmiare sui costi di progettazione, pensa te! Tutto sembra andare per il meglio, con le Ferrari in difficoltà in numerosi circuiti, e i due piloti di casa che fanno il loro dovere.
L’ultimo gran premio dovrebbe essere solamente un proforma per il probabile vincitore del titolo, il McLarenista newbie Hamilton. Le probabilità di una vittoria finale di Alonso sono basse, quelle per Raikkonen… minime. Diciamo sul quasi-0.
Eppure succede l’insuccedibile. Il mondiale è vinto da Raikkonen.
E io ho pensato subito alla mia cuginetta McLarenista.
Enrica/2
25 OttobreGo Ezio Mauro Goo!
25 OttobreNon sono uguali.
23 OttobrePechino alla Fiat: la Peri non è copiata
La casa automobilistica Great Wall Motor replica alle accuse di Torino: non abbiamo copiato la Panda.
Notiziona. No. Dai. Sono completamente diverse!
Come si fa a dire che sono uguali!
Un po’ come per MacOsX e Windows Vista.
Peri, Panda… Not the same thing!


